A cura di Barbara Fusco

Come si pronunciano? Cosa significano le parole?
Il Qi Gong si legge “ci gung” e spesso viene anche scritto “Chi Kung”.
Vuole dire “lavoro quotidiano o maestria sull’energia”.
Il Taiji Quan si legge “taici ciuan” e si trova anche scritto come “Taichi Chuan”.
Vuole dire “Il pugno del Taiji” (Il Taiji è il simbolo dello yin e yang, il cerchio diviso in due campi bianco e nero. Rappresenta l’equilibrio degli opposti e il mutamento ininterrotto della natura).
Il “Wuji” si pronuncia “vuci”. Wu vuole dire “Niente, non”. Il Taiji è vita, movimento. Il Wuji è la quiete, il vuoto da cui nasce il Taiji.

Perché si trovano scritti in modi diversi?
Esistono due metodi fondamentali di traslitterazione degli ideogrammi cinesi.
Quello utilizzato per scrivere Taiji Quan e Qi Gong è adottato ufficialmente dalla Repubblica Popolare Cinese.

Che cosa sono? A cosa servono?
Si tratta di antiche pratiche basate sui principi della medicina tradizionale cinese che mirano a preservare o ristabilire il benessere attraverso l’equilibrio e il fluire dell’energia interna (il “Qi”). Appartengono alla famiglia delle “psico-ginnastiche” o “discipline psico-corporee” perché si basano sul principio dell’unità e identità mente-corpo. La ricerca medica in Occidente sta dimostrando la loro efficacia per il benessere, l’equilibrio psico-fisico e la prevenzione di molte patologie legate alla terza età (equilibrio, prevenzione delle cadute, memoria e sfera cognitiva, mobilità articolare e forza degli arti inferiori, Parkinson, umore…).

Che differenza c’è tra il Qi Gong e il Taiji Quan?
Il Qi Gong è molto antico. Si occupa di ristabilire l’equilibrio energetico dei singoli organi e canali (Qi Gong medico) o semplicemente favorire la circolazione e l’armonizzazione dell’energia interna, combinando sapientemente movimento, respirazione e consapevolezza.
Si pratica abitualmente in piedi, ma in alcuni casi (debolezza, convalescenza, problemi agli arti ecc.) si può praticare anche seduti o sdraiati.
Il Qi Gong comprende esercizi sia statici che dinamici.
Il Taiji Quan, un po’ più recente, si chiama anche “Qi Gong in movimento”.
Il Qi Gong ne costituisce l’aspetto interno ed energetico.
Esternamente il Taiji Quan è costituito da sequenze di movimenti continui che creano una danza lenta meditativa, evocando la fluidità e ariosità del mondo naturale (le posizioni hanno a volte nomi come “il serpente” o “mani come nuvole”.
Il simbolo dell’energia è l’acqua che scorre).
Pur nella loro morbidezza, i movimenti del Taiji Quan rappresentano un combattimento immaginario (un altro nome utilizzato per il Taiji Quan è “boxe delle ombre”).

Allora il Taiji Quan è un’arte marziale?
E’ nato come un’arte marziale e mantiene ancora oggi questa caratteristica.
In Cina si dice che per combattere abilmente ci vogliono 7 anni con un’arte marziale esterna (per esempio il Wushu) e 70 anni con il Taiji Quan.
L’utilizzazione del Taiji Quan come arte marziale presuppone un livello altissimo che si raggiunge solo con molti anni di pratica assidua. La sua grande diffusione nel mondo e i riconoscimenti in ambito medico anche qui in Occidente sono dovuti essenzialmente ai suoi aspetti salutari, riequilibranti e rilassanti.

Il Taiji Quan si pratica sempre lentamente?
L’importante è che movimenti del Taiji Quan lascino fluire l’energia.
Nella fase di apprendimento è necessario praticare lentamente.
In seguito, tuttavia, è bene trovare il ritmo adatto alle condizioni del momento.
In caso di agitazione, rabbia, nervosismo sarà più opportuno eseguire movimenti veloci, che assecondino la qualità dell’energia e il ritmo del respiro.
Piano piano i movimenti rallenteranno naturalmente, come i pensieri, il respiro, il ritmo cardiaco…

Che cos’è il Wuji?
Sia il Qi Gong che il Taiji Quan presuppongo una mente calma e un corpo rilassato.
Il Wuji è quello stato di quiete che permetterà al Qi Gong ed al Taiji Quan di lasciar fluire l’energia attraverso un corpo-mente presente, consapevole e rilassato.
E’ la pratica di creare uno spazio interno libero da movimenti, tensioni e pensieri che possa accogliere il fluire e l’espandersi dell’energia.

Perché si parla di “pratica”?
Gli esercizi o i movimenti del Taiji Quan si imparano a lezione con un insegnante, ma poi vanno “praticati” quotidianamente da soli o in compagnia.
E’ la costanza a fare veramente la differenza.
All’inizio bastano anche pochi minuti al giorno.
La parola “gong” di Qi Gong vuole dire proprio “lavoro quotidiano”, e presuppone il perfezionamento o la maestria che raggiungono anche gli artigiani o i musicisti con i loro strumenti.
Si potrebbe imparare a suonare la chitarra senza mai esercitarsi?
Nel Qi Gong si paragona il corpo a uno strumento musicale che viene “accordato”.
Tutte le discipline orientali si basano sul concetto di “pratica”, un piccolo incontro quotidiano con il nostro corpo-mente e la nostra energia, un momento dedicato al nostro benessere.

E se non riesco a praticare a casa è inutile venire a lezione?
All’inizio può risultare difficile praticare da soli.
A mano a mano che si sperimentano i benefici e le sensazioni piacevoli portate dal Qi Gong e dal Taiji Quan, si ha un incentivo sempre maggiore.
Se dopo un anno o due di lezione le difficoltà permangono, se ne può discutere con l’insegnante.
E’ un tema molto comune e diffuso.
L’importante è sapere, sin dall’inizio, che il vero obiettivo di queste discipline è la pratica quotidiana.

Cosa succede se si pratica da soli e si sbaglia?
Non succede niente.
Si usa dire “poca energia poco danno”.
Anche se un movimento non viene eseguito in maniera corretta, allenerà comunque il corpo e la mente e creerà le condizioni per una successiva correzione.

Ci sono controindicazioni?
Il Qi Gong non ha controindicazioni.
Si può apprendere e praticare anche in posizione seduta o sdraiata. In questi casi, tuttavia, è consigliabile l’inserimento in un gruppo adeguato o lezioni individuali.
Il Taiji Quan richiede un maggiore impegno fisico, poiché viene praticato in posizione eretta e in movimento.
E’ indicato anche in caso di lievi dolori articolari o dorsalgie non in fase acuta, previa approvazione del medico.
Nell’apprendimento delle sequenze di movimenti, il Taiji Quan coinvolge più aspetti contemporaneamente come la concentrazione, la coordinazione motoria, la propriocezione e la memoria.
Per questo è considerato un ottimo alleato per la giovinezza dei neuroni!

In che senso è “rilassante”?
Aiuta a bilanciare l’attività incessante della mente con la percezione corporea e il movimento.
Aiuta a “mettere i piedi per terra”, a sentirsi più stabili e radicati. Aiuta a trovare un centro sano e forte dentro di sé a cui poter sempre attingere.
Regala sensazioni di grande pace e benessere, di espansione e comunione con la natura.
Armonizza.
Uno degli effetti della pratica è il passaggio ad onde cerebrali più lente, caratteristiche degli stati meditativi.
Non aiuta a distrarsi ed evadere.
Richiede impegno, attenzione e concentrazione.
E’ un viaggio verso se stessi.

Sarà adatto a me?
Il Qi Gong ed il Taiji Quan sono espressione di un mondo particolare che attraverso millenni ha cercato di cogliere il linguaggio della natura per seguirlo e farne il proprio modello ispiratore.
E’ un modo di sentire e di essere, in cui sono importanti il silenzio e l’ascolto, la semplicità e la ricerca dell’equilibrio.
L’obiettivo è il “sentire”, l’esperienza interna, non il “fare”. Senza competizioni e livelli.
L’unico confronto è con se stessi.
Ti ci trovi? Ti risuona?
E hai voglia di trovare un piccolo spazio nelle tue giornate da dedicare a te e al tuo benessere?

E se l’ho provato e non mi è piaciuto?
Sono molti i fattori che contribuiscono alla riuscita di un’esperienza.
La situazione personale, che si evolve e cambia nel corso degli anni, il gruppo, la location, l’insegnante, il programma…
Uno qualunque di questi può cambiare completamente le caratteristiche dell’esperienza.
Forse potresti provare a darti un’altra possibilità.

Cosa mi serve per la lezione? Abbigliamento?
Il Qi Gong si può praticare con calzettoni (o a piedi nudi d’estate), scarpette cinesi, scarpe con suole molto sottili.
Per il Taiji Quan sono consigliate scarpette cinesi o scarpe dalla suola sottile.
Alcune posizioni, infatti, risultano più scomode e difficili senza scarpe.
L’abbigliamento consigliato è semplice e comodo, possibilmente in fibre naturali.
Sarebbe utile togliere orologi, bracciali, anelli e collane, soprattutto se sono voluminosi.


Hai altre domande? Non hai trovato la tua risposta?

Fai una ricerca all’interno del sito o contatta direttamente l’insegnante.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn