LA PRATICA

La tecnica, nello studio del Taiji Quan, può essere considerata come una serie di accorgimenti e suggerimenti per fare in modo che la circolazione energetica e lo stato di benessere psico-fisico conseguiti con l’esercizio del Ti Bao (meditazione in piedi, la palla) non vengano dispersi durante il movimento.
Una circolazione energetica ininterrotta e fluida è, infatti, comunque alla base di questa pratica, indipendentemente dalle qualità che si intendano prediligere: evolutive, salutari o marziali. Infatti, anche se riusciamo a realizzare le tre armonizzazioni del Qi Gong (cioè il corpo, la mente e il respiro), che creeranno una buona circolazione energetica e accumuleranno l’energia nell’addome (Dan Tian), basterà un piccolo spostamento perché tutto si disperda.
Potrà essere la contrazione richiesta da un passo, l’attivazione della mente necessaria a realizzare un movimento, un respiro più accelerato, e l’energia tornerà a bloccarsi. Ecco allora che la tecnica ci fornisce delle utili linee guida da seguire per
realizzare i movimenti del Taiji Quan, mantenendo sempre integra la sensazione di calma e pienezza della meditazione in piedi della palla.
Possiamo ricordare che il Taiji Quan viene anche chiamato Qi Gong in movimento o meditazione in movimento.

LA TEORIA

I trattati più noti sul Taiji Quan sono in forma di “canzoni”, di brevi “poesie” che i praticanti imparavano a memoria. Molti dei praticanti del passato erano analfabeti e ci si affidava quindi ad una trasmissione orale degli insegnamenti di base.
Le brevi frasi racchiudono perciò un sapere molto vasto e possono spesso risultare criptici o dare adito ad interpretazioni eccessivamente ovvie e semplificate. Riportiamo un esempio tratto dal testo di Li Xiao Ming: “Se alla pace del corpo ci si vuole affidare, bisogna praticare, nel proprio talento confidare, l’avanti e indietro a destra e sinistra stabilizzare… L’ultimo carattere, Ding (tranquillizzare, stabilizzare) sta ad indicare lo stabilizzarsi sul Qiao (Chakra, punto di concentrazione e passaggio dell’energia); è l’aspetto più elevato: fermarsi proprio qui, fra le sopracciglia. Quando si dice stabilizzarsi non significa che il proprio corpo debba irrigidirsi… Ci sono praticanti di Taiji che sono convinti che se se ne stanno dritti come un pilastro si sono stabilizzati sul centro. Il vero Zhong Ding, lo stabilizzarsi, tranquillizzarsi sul centro vuole dire che la propria coscienza si è stabilizzata sul punto tra le sopracciglia; in questo modo c’è equilibrio tra la nostra attività mentale e il nostro Shen (spirito)” (Metodo pratico di autoelevazione col Qi Gong tradizionale cinese. Genova: Erga Edizioni, 1997 p. 81).
I testi, come si vede, si prestavano a diversi livelli di comprensione.
Ognuno, in base al proprio livello, poteva attingere alle informazioni che gli si addicevano. I principianti potevano trovare indicazioni di base, relative al livello più semplice e immediato, quello del corpo e del
movimento. Un più elevato livello di pratica e di conoscenza energetica avrebbe poi reso espliciti e comprensibili i significati nascosti e spirituali.
Bisogna inoltre tenere presente che i testi preservati e pubblicati sono probabilmente il risultato delle ripetute censure susseguitesi nel corso della storia cinese. La prima, radicale opera di censura risale infatti già all’epoca della formazione dell’impero cinese: i contenuti più spirituali ed evolutivi furono eliminati dai testi di medicina (a cui apparteneva il Qi Gong di allora), scegliendo di tramandare e diffondere solo alcune innocue tecniche per la salute e la longevità.
“Alla fine del 1973 a Mawangdui, presso Changsha, fu scoperta una tomba del 168 a.C. che conteneva un gran numero di testi su rotoli di seta e alcuni su tavolette di bamboo. Non solo si sono trovate copie di opere molto famose diverse da quelle precedentemente conosciute, ma anche documenti inediti. Circa un sesto di queste opere riguarda la medicina. I testi medici di Mawangdui sono stati redatti tra la fine del III sec. e l’inizio del II sec. a.C. ma il loro contenuto è molto più antico. I due testi sui meridiani presentano una forma di scrittura che in epoca Han (206 a.C-220 d.C) non era più in voga” (G. Boschi. La Radice e i Fiori. Genova: Erga Edizioni, 1997 pag. 64).
La scoperta si rivelò subito di fondamentale importanza, perché vennero riportati alla luce testi “integri”, in cui era ancora presente la tradizione medica e filosofica precedente alla “censura”.
Con una tecnica molto attuale di censura, quindi, vennero riportare parte delle informazioni, ma semplificandole, decontestualizzandole, privandole completamente del loro significato originale, rendendole di fatto inutilizzabili e “innocue” dal punto di vista del progetto politico dell’impero.
Lo stesso termine “igiene sessuale”, usato di frequente nella letteratura antica e contemporanea sull’argomento, sembra sia stato frainteso, trattandosi in origine di un linguaggio simbolico relativo alle essenze yinyang: “Quando il Qi arriva nel perineo, dal momento che lo Yin e lo Yang si fondono in un solo corpo, si deve avere una sensazione simile a quella che si prova quando un uomo e una donna, facendo l’amore, raggiungono l’orgasmo. C’è stato chi ha frainteso questa indicazione e l’ha interpretata pensando che fosse necessario praticare in coppia, effettuare le pratiche sessuali dette Nan Nu Shuang Xiu (Pratica contemporanea dell’uomo e della donna), ma si tratta di un errore grossolano. In realtà si tratta dell’unione tra Yin e Yang, tra Ren Mai e Du Mai nella zona del perineo”
(Li Xiao Ming. Op cit. p. 155)

“In origine l’antica medicina non era esclusivamente terapeutica. … Un terzo dei testi medici di Mawangdui è dedicato alle tecniche di igiene sessuale; uno dei tre rotoli descrive il percorso dei meridiani in un contesto più soteriologico che terapeutico, ovvero come conoscenza base della struttura energetica su cui l’individuo deve lavorare per un’evoluzione trascendente, per una sublimazione fisica che avrebbe consentito all’adepto di sostentarsi direttamente con l’energia ricavata dall’ambiente, senza più bisogno di assimilare cibo. … L’intento principale della medicina classica era quello di preservare l’individuo dalla malattia al fine di consentirgli il pieno sviluppo delle proprie potenzialità fisiche e spirituali attraverso la dietetica, la callistenia (Daoyin), il messaggio e le tecniche respiratorie (tuina), l’alchimia interna o sessuale (Neidan), le tecniche trascendentali (Shenxian) e tutte quelle arti conosciute sotto il nome generico di ‘pratiche di lunga-vita (yangsheng). La cura e la prevenzione delle malattie non rappresentavano il fine ultimo, ma il presupposto per accedere a stati più evoluti di esistenza. Dalla malattia alla trascendenza non esiste soluzione di continuità; terapia, prevenzione e sviluppo ulteriore delle facoltà individuali costituiscono tre tappe di un unico percorso, nel quale il normale stato di salute rappresenta il livello intermedio. Nel processo di trasmissione della scienza medica, sono state privilegiate tutte le nozioni terapeutiche e preventive utili a riportare un individuo all’efficienza (nonché a preservarlo), mentre sono state trascurate, deliberatamente censurate o semplicemente estromesse dal contesto medico le nozioni e le tecniche mirate a far evolvere l’essere umano verso la sua completezza” (Giulia Boschi. Op. cit. p. 340-341).

Nelle prossime lezioni parleremo delle diverse qualità che l’energia assume all’interno del corpo umano (Jing, Qi e Shen, i cosiddetti “tre tesori”) e delineeremo le tappe fondamentali del cammino indicato dalla pratica del Qi Gong.
E’ tuttavia importante ricordare, sin d’ora, che il corpo (la sua forma, la sua funzionalità ecc.) ed il suo movimento sono espressioni di molteplici fattori interni ed esterni. Per quanto riguarda i fattori interni, il Maestro Li Xiao Ming parla sinteticamente di cuore-mente e sottolinea con veemenza l’importanza fondamentale di questo aspetto all’interno della “tecnica” già dai primi passi.
“Se ci si esercita nello Xing Yi, nel Taiji, nel Ba Gua, ma non si è ancora arrivati ad una unione tra mente-cuore e pensiero cosciente, allora lo spirito e la forma corporea saranno separati e l’esercizio non avrà senso…
La pratica degli esercizi, nei primi anni, ha come scopo primario questo: Xin Yi He Yi, l’unione tra mente-cuore e volontà cosciente” (Li Xiao Ming. Op. cit p.71).

“Il consumo di Qi dipende soprattutto dall’attività mentale… La maggior parte è costituita da pensieri inutili, disordinati e illusori. Le sette emozioni (“Patogeni interni nell’eziologia della MTC) cupidigia, rabbia preoccupazione, ansia… rientrano in questa categoria. Tutte le aspirazioni, le ambizioni provocano un consumo eccessivo di Qi“ ((Li Xiao Ming. Op. cit P.75).

“Se si vuole praticare Qi Gong, si deve cominciare dal proprio cuore (mente). Soltanto quando, attraverso l’esercizio, si otterrà un cuore retto, solo allora anche la propria forma (Xing) sarà corretta. Per tale motivo si sottolinea sempre l’importanza del principio “xiu xin yang xing” (educare la propria mente-cuore ed alimentare la propria natura individuale). In passato il Qi Gong non si chiamava Qi Gong, si chiamava proprio così: Xiu Xing Yang Xing… Se il vostro cuore non è retto la pratica è inutile“ (Li Xiao Ming. Op. cit p.87).

Il Taiji Quan è grazia.
L’ideogramma con il quale si scrive “grazia” in cinese è composto dal carattere “yin” che significa affidarsi a, seguire, e sotto il carattere che rappresenta il cuore.
La grazia si ottiene seguendo il proprio cuore.

 

 

 

 

 

 


Grandi maestri del TaijiI consigli dei Grandi Maestri

(I testi sono tratti da: Woong Kiew Kit. Il libro del Tai Chi Chuan. Roma: Ubaldini editore, 1998)


I dieci fattori essenziali del Taiji Quan

1. Lo Shen (spirito) sale alla sommità
2. Abbassa il petto, solleva la schiena
3. Rilassa la vita
4. Distingui tra “apparente” e “solido”
5. Abbassa le spalle, fai scendere i gomiti
6. Impiega la volontà, non la forza
7. Coordina la parte superiore con la parte inferiore
8. Unità dell’interno con l’esterno
9. Continuità senza interruzioni
10. Ricerca il riposo nel movimento
(Yang Chen Fu, 1883-1936)

Formula dei cinque caratteri

1. Mente: come essere attenti ai movimenti dell’avversario
2. Corpo o forma: muoversi fluidamente insieme alla forma dell’avversario
3. Energia vitale o Qi: diffusa in tutto il corpo
4. Forza interna: controllata dalla vita
5. Spirito o Shen: come preparazione generale ai quattro punti precedenti
(Li Yu Yu, 1832-1892)

La canzone per i segreti dell’addestramento

Non sottovalutare le 13 tecniche*;
L’origine dell’esistenza è alla vita;
Presta attenzione all’”apparente” e al “solido”;
Privo di ostacoli il Chi (Qi) scorre con grazia;
Quiete nel movimento, movimento nella quiete;
Adegua a seconda della situazione;
Ogni tecnica deve essere guidata dalla volontà;
L’efficienza in combattimento si ottiene con facilità;
Presta costantemente attenzione alla vita;
L’addome è carico di Chi e potenza;
La spina dorsale è dritta e piena di energia;
Tutto il corpo è rilassato e il capo è eretto;
Sii attento ai dettagli in ogni mossa;
Fa sì che i tuoi movimenti siano spontanei;
C’è bisogno della guida di un insegnante per iniziare il cammino;
quando è esperto egli non è limitato dalle regole.
Che cos’ha di tanto difficile la forma? La mente e l’energia sono re.
Qual è lo scopo del Tai Chi Chuan? Salute, vitalità ed eterna primavera
(Wu Yu Xiang, 1813-1880)

* si riferisce agli otto movimenti fondamentali delle braccia (peng=parare, lu=ritirarsi ruotando, qi=premere, an=spingere, lie=estendere verso il basso, cai=tirare verso il basso, zhou=colpo di gomito, kao=colpo di spalla) e ai cinque delle gambe (jin=avanzare, tui=retrocedere, ku=spostarsi verso sinistra, pan=spostarsi verso destra, ding=restare al centro)

Grandi maestri del TaijiIl trattato di Zhanf Sanfeng

In ogni movimento il corpo deve essere agile e leggero. Ma ancora più importante è la continuità tra un movimento e l’altro. L’energia intrinseca, o qi, deve circolare in modo attivo. Lo spirito va trattenuto all’interno. Fate in modo che il movimento non appaia imperfetto (nessuno espansione eccessiva o cedimento)
Non ci deve essere discontinuità
In tutti i movimenti, al forza interiore ha le radici nei piedi, si espande nelle cosce, è controllata dal bacino e si espande attraverso le dita. Dai piedi, alle cosce, al bacino, alle dita ci deve essere una totale
coordinazione, così che nell’avanzare o retrocedere sarete sempre in posizione favorevole. Se vi trovate in una posizione sfavorevole, il corpo apparirà scoordinato e sarà facile far risalire l’errore al bacino o alle cosce.
Tuttavia, in ultima analisi, ogni cosa dipende dalla propria volontà o dalla mente e non dalla manifestazione esteriore del movimento.
Ogni volta che c’è un alto necessariamente c’è anche un basso, al davanti corrisponde un retro, alla destra la sinistra. Un movimento verso l’alto è preceduto da uno verso il basso, come quando si sradica un oggetto: la prima cosa da fare è spingerlo verso il basso.
I due elementi complementari, vuoto e pieno, vanno differenziati in modi distinti e sono presenti in ogni frazione di movimento.
Tutte le articolazioni sono strettamente correlate tra loro, così che il corpo possa muoversi come una unità integrata, senza la minima interruzione. In ogni frazione di spazio il movimento si dipana senza
intervalli o rottura di continuità.
(Questo ultimo testo è tratto da una fotocopia di cui ho perso la fonte. Mi scuso per l’imprecisione e con l’editore)

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