Copertina del libro Il volo del Cuore di Franco BottaloChiunque si trovi in cammino lungo il percorso dell’energia, sa quanto è prezioso poter attingere da una fonte in grado di comunicarne e trasmetterne l’essenza, nutrimento fondamentale nei momenti di stasi e difficoltà.

Il romanzo “Il volo del Cuore” di Franco Bottalo invita dolcemente il lettore alla presenza della Maestra orientale di Shiatsu, Mae, che di pagina in pagina, con sguardi e silenzi, con poesia e leggerezza, ci trasmette i suoi indimenticabili insegnamenti.
“Poi, come già aveva fatto durante il precedente incontro, smise di parlare, chiuse gli occhi e rimase ferma. Mi sarei presto abituato al suo modo di fare. Quando, tempo dopo, le chiesi cosa dovessi fare quando lei restava ferma in silenzio, la sua risposta fu «nulla». Mi spiegò brevemente che questi momenti di silenzio servivano da un lato a me per «digerire con il corpo» quello che aveva detto e dall’altro a lei per «pescare nell’infinito» quello che aveva da dirmi”.

A partire dal linguaggio, dal ritmo, dalla poetica, tutto racconta con un raffinato linguaggio simbolico e metaforico, ma allo stesso tempo semplice e scorrevole, il percorso che conduce un giovane terapeuta lì dove le diverse discipline si incontrano. Quel luogo in cui ogni praticante prima o poi si trova a vagare. Oltre i confini sicuri della tecnica, dove fra alti e bassi, entusiasmi e delusioni, si iniziano a percorrere i “sentieri che hanno un cuore”, scoprendo se stessi e la magia dell’universo che è in noi:

«Il Cuore è la sede e la dimora della spinta alla crescita di ognuno di noi, comunque ti piaccia definirla. Puoi parlare di Anima, di Spiriti o di Dio, di unione con il Principio Universale o altro ancora. I termini sono solo termini, quello che è bene che tu abbia ben chiaro, e quindi fissatelo bene in mente, è che la direzione alla nostra vita viene da lì» il palmo della sua mano destra aperta indicava il centro del mio petto «dal Cuore. Quella è l’unica guida a cui puoi affidarti» ”. Mae ci spiega attraverso splendide metafore il rapporto delle varie componenti del nostro essere: “Il centro della testa è una luna argentata su cui la luce del cuore si riflette delicata. Il sole del cuore porta la luce alla luna del nostro cervello. … e ora senti il collegamento e l’interdipendenza fra questi tre grandi centri: la solidità di roccia dei piedi e delle gambe che traggono origine dal profondo del tuo ventre, possente e profondo mare della nostra vita; il caldo sole del nostro Cuore nel cielo azzurro del torace; e la limpida freschezza della luna al centro della nostra fronte”.

“Bisogna dare spazio al Cuore e lasciare che conduca la nostra vita”, continua Mae, “ma il Cuore trae la sua forza dalla pancia e le dà una direzione… il respiro è la delicata brezza su cui appoggiano le ali del Cuore per distendersi in volo e il diaframma è la porta del respiro, e quindi la porta del Cuore”. L’energia vitale può creare problemi e disagi se viene liberata senza un parallelo lavoro di apertura e purificazione del Cuore, mette in guardia la Maestra: “Quello che vorrei ti fosse ben chiaro per ora è quanto potente è questa energia vitale e quanto sia importante che, una volta attivata, venga guidata dal Cuore. Se il Cuore non è sufficientemente limpido e puro, è meglio attivare poca energia vitale: piccola energia, piccolo danno; grande energia, grande danno”. La figura del terapeuta, come quella dell’insegnante, delineata da Mae, è piena di umiltà e consapevolezza. Prima di tutto, ricorda, “noi non facciamo accadere le cose, la guarigione ad esempio, ma semplicemente facilitiamo che le cose prendano un certo corso”. Si tratta essenzialmente di “aiutare a ricordare…. Ricordare ciò che abbiamo dimenticato. Ricordare la limpida purezza che è racchiusa nel nostro corpo. Aiutare ad aprire spazi oscuri, a rompere l’involucro di pietra che nasconde la gemma preziosa della nostra consapevolezza”.
Il più potente strumento per un terapeuta o insegnante è, infatti, il suo corpo, con il suo percorso e la qualità della sua energia: “Quando facciamo terapia o insegniamo, siamo come dei diapason che vibrano a certe frequenze a cui siamo giunti attraverso la nostra disciplina, la pratica e le esperienze della vita. Vibriamo e la nostra vibrazione si propaga nell’aria in modo che anche altri diapason possano vibrare con noi, scoprendo frequenze che avevano dimenticato o che da sole non avevano la forza di attivare. Per questo si dice che si insegna con l’esempio”.

In ultima analisi, ricorda Mae, l’importante è saper ascoltare e lasciar andare: “Non decidere, non scegliere, non pensare, resta semplicemente in ascolto, in silenzioso ascolto. E’ come se fossi entrato in un Tempio, un Tempio sacro. E in un Tempio c’è silenzio, c’è rispetto e profondo senso del mistero. Resta in ascolto, in ascolto del libero fluire dell’energia dentro di te, e attraverso le tue mani, fuori verso l’altro e dall’altro verso di te… E’ tutto qui: vai verso l’altro e, se sei guidato dal Cuore, la persona si apre a te. Il sole del tuo Cuore scalda il piccolo fiore che si apre, e aprendosi libera la sua fragranza, il suo profumo inebriante e dolcissimo. E’ tutto qui. Non c’è bisogno di sapere altro, c’è solo andare, andare verso, andare dentro: anzi, solo lasciar andare”.

Siamo arrivati al punto in cui le tecniche, prima fondamentali, possono essere lasciate: “… tutte le regole che hai così diligentemente imparato vengono meno, vengono meno semplicemente perché non servono più. Sono state utili a portarti qui, sui sentieri che hanno un Cuore. Ora che siamo giunti a destinazione, ci togliamo lo zaino della tecnica e della teoria dalle spalle, lo appoggiamo a terra, lo deponiamo e, liberi e leggeri, voliamo sulle ali del Cuore”.

La pratica, tuttavia, è fatta di alti e bassi, di aperture e di nuove chiusure e anche i voli del cuore prima o poi si compiono. “… la leggerezza può svanire. Allora ci rimettiamo lo zaino sulle spalle, così utile per viaggiare e così superfluo e ingombrante per stare a casa. Il viaggio riprende, ma ormai sappiamo dove andare e allora lo zaino ci sembra meno pesante e il cammino più dolce e, camminando, dopo un po’ non ci preoccupiamo più di quanto sia lontana la meta, ci occupiamo solo di muoverci bene, passo dopo passo”. Come Mae ci ricorda, la pratica è camminare senza preoccuparci di quanto sia lungo il nostro cammino, dando solo importanza ad ogni singolo passo. E’ così che il cuore, prima o poi, torna a volare. “Ed ecco che proprio quando siamo assorti nel muovere un passo dopo l’altro, appena dietro una curva, il sole torna a splendere e siamo di nuovo a casa; sembrava così lontana e invece è così vicina”. (A cura di Barbara Fusco)

Franco Bottalo
Il Volo del Cuore
Ibis (FinisTerrae), Como – Pavia, 2014

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Il Volo del Cuore di Franco Bottalo
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